Liberiamo
la ricerca
 
Bologna, 19 ottobre 2007
Cari colleghi,
sul numero in edicola ieri, Nòva24, inserto del Sole24Ore, ha lanciato una petizione per rendere stabile e senza limiti il cinque per mille: una misura che permette agli italiani di versare parte delle proprie tasse a favore della ricerca e del volontariato.
Perchè "Liberiamo la ricerca" aderisce a questa iniziativa? Nel 2006 più di 15 milioni di contribuenti hanno destinato al sociale, attraverso il 5 per mille, 328,9 milioni di euro. Alla ricerca sono stati assegnati 51,1 milioni di euro. Una somma che sicuramente non risolve gli annosi problemi del sottofinanziamento della ricerca nel nostro Paese (1,1% del Pil), ma che costituisce un gettito fondamentale per un campo, quello della ricerca di base e avanzata, costantemente e sistematicamente relegato agli ultimi gradini nella scala di priorità delle nostre classi dirigenti (tutte!).
Per il 2007 è stato stabilito un tetto ai fondi del 5 per mille di 400 milioni (per fortuna non ha avuto seguito la ventilata proposta di abbassarlo sino a 250 milioni). La stessa cifra è prevista per la Finanziaria 2008.
Vi invitiamo perciò a firmare tutti la petizione lanciata da Nòva24. Il 5 per mille rappresenta un piccolo spazio per liberare la ricerca italiana dai vincoli burocratici e dalle mafie universitarie che con il sistema attuale di assegnazione dei fondi pubblici si autodistribuiscono gli stessi con criteri che nulla hanno con il "peer review". Almeno nel privato esistono alcune realtà in cui i fondi raccolti per la ricerca vengono distribuiti secondo criteri di merito. Il 5 per mille serve a dare maggior forza a queste realtà.
Cliccando su questo link potete leggere le ragioni dell'appello e aderire alla petizione:
http://nova.ilsole24ore.com/nova24ora/2007/10/cinque-per-mill.html
Ad oggi (venerdì 19 ottobre a mezzogiorno) hanno aderito all'appello più di 2000 cittadini , ma ancora pochissimi ricercatori. E' molto importante e bastano pochi secondi. Continuiamo a far sentire la nostra voce per liberare la ricerca italiana.
Diffondiamo questo appello fra tutti i nostri colleghi




Bologna, 15 ottobre 2007
Cari amici e colleghi,
la nostra prima azione di sensibilizzazione degli organi di stampa ha avuto successo. Dal 12 ottobre, infatti, sul sito del programma Prima Pagina è attivo un forum di discussione il cui argomento è “Fondi per la ricerca”. Non abbiamo dubbi che la scelta del tema sia dovuta alla pressione messa in atto da noi tutti.
Per questa settimana, dunque, è importante partecipare tutti alle discussioni aperte sul forum, che rimarrà attivo per tutta la settimana. Questo il link del forum http://www.radio.rai.it/radio3/primapagina/forum_head.cfm?Q_FORUM=421.
Ricordate che lo strumento dei forum è utilizzato dalle redazioni soprattutto come indice di gradimento dei temi trattati. Quindi, maggiore sarà il numero di persone che vi prenderanno parte, maggiore sarà lo spazio che la redazione di Prima Pagina dedicherà ai temi riguardanti i fondi per la ricerca.
Vi informiamo, inoltre, che presto sarà on-line il sito di Liberiamo la ricerca italiana, sul quale potremo pubblicare il materiale e le lettere inviate da voi tutti.
Continuate a farci pervenire tutti gli indirizzi e-mail a vostra disposizione, in modo da potere tenere aggiornata tutta la comunità scientifica italiana sulle future iniziative di “Liberiamo la ricerca italiana” e sull’andamento della nostra azione bottom-up per sensibilizzare stampa, opinione pubblica e Governo sui problemi della ricerca italiana.







Bologna, 11 ottobre 2007
Cari amici e colleghi,
questa mattina tre di noi, fra cui il Presidente della FISV, Jacopo Meldolesi, sono riusciti a intervenire in diretta a Prima Pagina su RADIO RAI 3 per rettificare le informazioni completamente errate fornite ieri dal giornalista Marcello Sorgi.
Continuiamo a protestare contro il trattamento riservatoci dagli organi di stampa che invece di sostenere le ragioni del mondo della ricerca italiana fanno opera di disinformazione come è avvenuto ieri a Prima Pagina. Per questo proponiamo di continuare con la nostra iniziativa di protesta, cercando di prendere la linea durante il programma Prima Pagina, ma anche inondando la loro casella e-mail e il loro fax con il seguente messaggio (o messaggio simile) da inviare a PRIMA PAGINA:

Protesto contro la disinformazione sui problemi della ricerca italiana di cui PRIMA PAGINA si è resa responsabile attraverso le parole di Marcello Sorgi nella trasmissione del 10/10/2007. I ricercatori italiani chiedono a PRIMA PAGINA una rettifica puntuale delle affermazioni di Marcello Sorgi entro la settimana. Firma:…………………………..
E-mail: primapagina@rai.it
Fax 06/3244147
Per intervenire in diretta: numero verde: 800 050 333 (telefonare alle 7:00 del mattino, altrimenti risulta sempre occupato)







Bologna, 10 ottobre 2007
Cari amici e colleghi,
il conferimento del premio Nobel per la Medicina a Mario Capecchi (solo virtualmente italiano perchè in effetti emigrato negli USA all'età di dieci anni) ha messo in evidenza due atteggiamenti della stampa italiana di cui dovremmo tenere conto:
1. innanzitutto la voglia della stampa italiana di scrivere e di pubblicare notizie positive sulla ricerca italiana (anche se in questo caso ha costruito " artificialmente " un ricercatore italiano)

2. in secondo luogo la voglia dei giornalisti di riscoprire le radici culturali-scientifiche della ricerca italiana: è infatti vero che Mario Capecchi ha fatto il suo Ph.D. con Jim Watson, che a sua volta era allievo di Salvador Luria, premio Nobel e allievo a sua volta di Giuseppe Levi, il più grande ricercatore nel campo della Biologia e della Medicina fra le due guerre. Levi, padre di Natalia Ginzburg autrice di "Lessico familiare" , era anche il maestro dei premi Nobel Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini. Tutti questi premi Nobel venivano fuori dalla scuola di Torino e l'italianità di Capecchi sta tutta qui.
Visto che la stampa italiana vuole delle storie in positivo sulla ricerca italiana, perchè non iniziamo noi a raccontare ai nostri concittadini quello che facciamo, a raccontare cioè le storie vere della ricerca italiana (le nostre) ed a fornire i dati reali della situazione ?
Diciamo questo perchè a seguito del "battage" mediatico sul Premio Nobel a Capecchi uno di noi (G.R.) è intervenuto stamattina (mercoledì 10 attobre) a Prima Pagina (giornalista di turno Marcello Sorgi della Stampa) chiedendo perchè i media non si interessano di più ai problemi della ricerca italiana finanziata dal pubblico (carenza di fondi, sistema di distribuzione mai basato sul merito, ecc.) sfruttando appunto l'onda di interesse creata dall'assegnazione del premio Nobel a Capecchi. Risposta di Sorgi, che non è un pivello: i ricercatori in Italia sono troppi (sic !) e quindi i fondi pubblici divisi egualmente per tutti questi ricercatori diventano necessariamente insufficienti. Siamo rimasti allibiti, ma non è stato possibile replicare perchè non c'era più l'audio.
Dovremmo da domattina giovedì 11 ottobre riprendere l'argomento con Marcello Sorgi spiegandogli che si è sbagliato (e di molto...) Proponiamo allora a tutti voi, come prima nostra iniziativa comune di inondare di telefonate Prima Pagina prorio ad iniziare da domattina con argomenti e dimostrazioni specifiche che quello che ha detto Sorgi è completamente errato. Se un giornalista come Sorgi che ha diretto per anni la Stampa commette errori così grossolani, vuol dire che c'è moltissimo lavoro da fare per tutti noi per informare correttamente i nostri concittadini. Non siamo troppi e quello che facciamo è estremamente importante per il Paese !
Coraggio, iniziamo sin d'ora a liberare la ricerca italiana dalla cattiva informazione.
Per telefonare a Prima Pagina

Numero verde: 800 050 333 (telefonare alle 7:00 del mattino. Altrimenti risulta sempre occupato)